Un breve tour di Alatri
Il nostro paese
glipaesmei
Città del Lazio, in provincia di Frosinone: è situata a 502 m di quota, su un colle calcareo, alle pendici sud orientali dei monti Ernici. Costituisce, per importanza storica e ricchezza artistica, uno dei centri principali della Ciociaria.
L'origine è antichissima. Alatri fu fondata attorno al VI secolo a.C. dalla popolazione italica degli ernici. Entrò ben presto in conflitto con Roma, al pari delle altre città erniche, e ne fu sottomessa nel IV secolo a.C.; in seguito, nel corso delle guerre italiche, rimase fedele alleata dei romani, da cui ottenne l'autonomia municipale. Per secoli centro assai fiorente, fu distrutta nel VI secolo dagli ostrogoti; risorse solo nel XII secolo, istituendosi in libero comune con il nome di Civitanova (Civitas Nova).
L'elemento architettonico di maggior rilievo consiste nell'Acropoli, o Civita, eretta nel IV secolo a.C., ma già ristrutturata da Roma nel II secolo a.C.; il complesso sovrasta la città medievale e moderna ed è racchiuso da una possente cinta muraria trapezoidale. Un'altra cerchia di mura, ampiamente rinforzata nel Medioevo con l'aggiunta di torri, circonda a sua volta quasi interamente l'abitato di Alatri, sviluppandosi per 2 km. Nelle mura dell'Acropoli si aprivano cinque porte, di cui solo due sussistono: la grandiosa Porta Civita (o Maggiore) e la Porta Minore. Entrambe sono sovrastate da architravi monolitici (quello della Porta Civita supera i 5 m di lunghezza); dalle porte si dipartono le ripide gradinate che adducono alla spianata dell'Acropoli. Qui fu edificato nel X secolo il Duomo, interamente ristrutturato nel XVII secolo in forme barocche.
Tuttavia molto più pregevoli sono i monumenti, religiosi e civili, situati nella parte più bassa di Alatri, che conserva una forte impronta medievale. Spiccano le chiese romanico-gotiche di Santa Maria Maggiore, di San Francesco, di San Silvestro, il Palazzo Conti-Gentili (o Palazzo degli Studi, sede del collegio Gentili) e il Palazzo del Cardinale Gottifredo, in cui è allocato il ricco museo civico: tutti edifici risalenti o rimaneggiati nel XIII secolo.
Oltre che sul turismo, soprattutto d'arte, Alatri poggia le proprie risorse economiche sull'agricoltura (olivicoltura, ortofrutticoltura), con connesse piccole industrie di trasformazione, e sull'artigianato artistico (lavorazione del ferro battuto e del rame sbalzato, oggetti in vimini).
Abitanti (alatrensi): 27.000